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EVENTI
PREMIO RIMINI
CONFRONTO A DIECI
Poeti e pittori in visioni contemporanee
1a Edizione
9 Luglio - 8 Agosto 2010
CASTEL SISMONDO . Piazza Malatesta - Rimini

Il Premio Rimini 2010 mette al centro dell’azione creativa di 10 poeti e dieci pittori
“La Visione di San Girolamo” di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.
L’opera fu realizzata per la riminese Confraternita di San Girolamo nel 1641
ed è attualmente esposta nel Museo della Città di Rimini.
Nelle sale di Castel Sismondo attorno alla monumentale tela, sarà allestito un apparato
di documenti originali e storici. Nelle sale attigue verrà si svolgerà la mostra d’arte e poesia
contemporanea “Visioni” che esporrà l’esito della collaborazione tra i dieci poeti e gli artisti
selezionati per il premio. E’ prevista la pubblicazione del primo Libro del Premio Rimini.
LA MOSTRA DEL PREMIO DI RIMINI 2010,
UN EVENTO DI GRANDI SINERGIE ARTISTICHE CHE SAPRA' CATTURARE
L'ATTENZIONE DELLA CITTA', DEI MEDIA E SOPRATTUTTO DELLE PERSONE
SENSIBILI ALLA BELLEZZA
Ecco cosa sarà LA MOSTRA DEL PREMIO RIMINI 2010 nelle parole del curatore
per la poesia, il poeta, scrittore e giornalista DAVIDE RONDONI.
"Il Premio Rimini è un luogo dove poesia e arte contemporanea si incontrano in modo
non occasionale. Certo ogni incontro tra artisti resta imprevedibile, sia nelle ragioni
che fanno scattare la preferenza o l'amicizia, sia nell'esito che un lavoro comune può offrire.
Ma Rimini vuole essere un luogo che favorisce e accoglie tale possibilità.
Una città e una zona che hanno sempre esaltato l'arte dell'incontro - in tutte le sue prodigiose
e varissime forme - diviene un luogo dove si esalta l'incontro tra le arti.
L'arte è sempre un avvenimento e quando nasce dall'incontro di un artista con l'opera
di un altro - come in grandi e continui esempi nella storia non solo italiana - è come
se fosse un evento di doppia potenza. In Italia c'è una lunga tradizione di questi incontri.
Già Dante, nella Commedia, "aspira" ad aver parole che dipingono e cita artisti importanti
per lui. E Modigliani, secoli dopo, girava con in tasca sempre una piccola Divina Commedia".
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